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Era un po' di tempo che avevo dismesso la mia vasca a causa di una piccola peste che girava per casa riempiendo di botte i vetri dell'acquario, quindi prima che accadesse lo tsunami ho preferito smantellare . Naturalmente, vista la mia predisposizione o meglio passione alla riproduzione, quella vasca aveva visto nascere e crescere di tutto e di più di quelle varietà di pesci che un neofita alleva (Guppy , platy, portaspada, velifere, brachydanio, betta, ect. Ect.) Quella vasca era una meraviglia di colori a ciclo continuo, ogni qualvolta mi capitava una varietà di colore o livrea particolare l'acquistavo e la riproducevo in vasca. Tutto questo accadeva circa 15 anni fa, a dirlo oggi non sembra di aver fatto nulla di eccezionale ed è per questo motivo che 5 anni fa ho deciso di ricominciare ma quello che avevo fatto prima non soddisfava più le mie esigenze di acquariofilo appassionato di riproduzioni. Già negli ultimi sprazzi di vita della mia prima vasca avevo iniziato ad inserire , ed a prestare maggiore attenzione, questi meravigliosi ciclidi – Il Pteriophillum scalare . Quindi il mio pensiero nella riattivazione si è orientato su questi meravigliosi ciclidi, naturalmente ho preparato e riattivata la vasca nei migliore dei modi cercando di portare i valori ideali per questi soggetti Ph 6,5 – kh 2-3 GH 8 Temp. 28-26 e mi sono messo alla ricerca di un gruppetto di giovani promesse. Inizia quindi la ricerca sui vari negozi in giro per Cagliari, avevo necessità che i soggetti soddisfassero le mie esigenze sia di varietà che di salute. In quel periodo affacciandomi nel mondo degli scalari non avevo grosse conoscenze sulle varietà , da un amico vengo a sapere che in un negozio dell'hinterland erano arrivati dei pesci d'importazione, ciò stimolò maggiormente la mia idea. Andai immediatamente al negozio il giorno stesso che stavano scaricandoli e mettendoli in vasca, questo è secondo me molto importante onde evitare sia lo stress al pesce per il doppio spostamento , sia l'inserimento in vasche sovraffollate e poco controllate di alcuni commercianti. Individuai subito un gruppetto di scalari varietà selvatica, alla richiesta di conoscere la loro provenienza e se si trattava di soggetti catturati in cattività la risposta fu molto vaga. Scelsi tra di loro un gruppetto di 4 soggetti cercando i più piccoli di età e della stessa dimensione, cerano tante altre varietà di pesci veramente stupendi e di dimensioni ragguardevoli . |
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Messi in vasca si sono dimostrati subito vispi anche se un po' nervosi ma sicuramente sani . In quel periodo giravo un po' su internet alla ricerca di maggiori notizie che aumentassero il mio bagaglio culturale a tale proposito, mi imbattei quindi in una bellissima foto di uno scalare completamente nero (sembrava di velluto) e come spesso accade, essendo gli scalari acquistati in fase di crescita ed avendo un 200 lt a disposizione andai nuovamente in giro per negozi. Non fui molto fortunato, non riuscendo ad acquistare degli scalari neri presi un gruppetto di marmorizzati molto scuri delle stesse dimensioni di quelli che avevo già in vasca. Anche questo comunque un bell'acquisto i pesci erano sani e vispi, essendo d'allevamento risultavano essere più mansueti dei precedenti venendo immediatamente a prendere il cibo e facendo scattare nei precedenti una sana competizione e migliorandone il carattere. Di conseguenza avevo 8 scalari in 200 lt che crescevano, non vi nego che il dubbio di avere fatto male ad inserire i marmorizzati mi assali subito nella speranza che non si ibridassero le due varietà. Ma la prima idea era comunque quella di riuscire a riprodurre gli scalari a prescindere dalla varietà . Purtroppo una mia grossa mancanza è quella di non documentare il tutto con delle splendide foto, forse una forma di “egoismo” non so e le poche che faccio, probabilmente non avendo questa passione vengono perse (non ultimo una formattazione del computer). Nell'attesa non potevo restare con le mani in mano senza riprendere qualche riproduzione, ma ormai il mio pensiero di acquariofilo si era spostato su altre sponde ed i ciclidi avevano preso il sopravento, trovai quindi una coppia di cichlasoma nigrofasciatum e preparai una vasca di 80 lt. A loro dedicata. Mentre gli scalari crescevano io mi dedicavo a questi altri stupendi ciclidi, che sono meravigliosi nei modi livrea e comportamenti ma non sempre ti rimangono nel cuore (più avanti scoprirete il perché) La coppia si era ben affiatata il maschio difendeva la femmina dai miei sguardi indiscreti , finché un bel giorno dentro un mezzo guscio di noce di cocco non vidi la femmina ventilare delle uova ed il maschio che continuava a difendere quel suo territorio. Qualche giorno e scomparve il tutto, non vi dico il mio stupore al rientro da lavoro nel vedere l'accaduto, mi consolai pensando che era la prima volta e ci poteva stare. La sera andai nuovamente a verificare lo stato di fatto e la coppia continuava ad avere comportamenti territoriali nei miei confronti, pensai quindi che era il caso di non disturbarli più di tanto . Il pomeriggio dopo al rientro da lavoro andai a fare la mia visitina e notai che avevano mezzo divelto una pianta che si teneva a malapena solo ed esclusivamente con dei piccoli filamenti di radici, sotto quella pianta vidi il muoversi di un pulviscolo, pensai quindi a dei detriti come hanno smosso il terreno. Il mio grande dubbio si risolse quando con un gesto di coda della femmina quel pulviscolo si immobilizzo, ci missi qualche minuto a capire perché il mimetismo era veramente perfetto ma quella nuvoletta non erano altro che dei piccoli cichlasoma. Di sera la corsa alla ricerca di maggiori informazioni ed al reperimento del cibo ideale per questi piccoli, optai quindi per delle bustine di artemia in gel. Dopo alcuni giorni, con la totale riduzione del sacco vitellino degli avannotti , iniziai la somministrazione , nel mentre i genitori avevano scavato sotto una radice una vera e propria grotta, ma non ancora soddisfatti di avermi totalmente impedito la visuale pensarono bene di creare una piccola uscita secondari sul retro e creare una barriera frontale (Il fondo era di ghiaino) creando una vera e propria opera d'arte e riuscendo con dei piccoli gesti a far sparire i piccoli dalla vasca. La fornitura del cibo avveniva 4-5 volte al giorno ed era una cosa veramente bellissima perché i genitori prendevano il cibo in bocca e lo rispruzzavano verso i piccoli.
Dopo due settimane i
piccoli iniziarono a farsi sentire e vedere e la femmina era
veramente stressata
Dopo 4 settimane i piccoli erano quasi completamente svezzati e quando buttavi in vasca il mangime sembrava vedere una pentola bollire sia per il rumore che per le bolle che si creavano. Anche il maschio rimasto in vasca con i piccoli iniziava a risentire della dominanza che avevano preso i suoi piccoli, continuava a dare assoluta precedenza alla prole anche a rischio della sua stessa vita. Nel giro di una decina di giorni la femmina si era ripresa e di conseguenza ho potuto traslare il maschio e far rilassare anche lui e continuare lo svezzamento dei piccoli che risultavano essere una novantina. I piccoli a stretto giro hanno raggiunto delle dimensioni di 3 cm le femmine e di 5-6 i maschietti, quindi scelti alcuni esemplari da tenermi come scorta ed eventuali riproduttori mi sono dato da fare per cedere i restanti. Sistemarli è stato un po' complesso, ma un po' alla volta si è arrivato al risultato. Nel mentre la coppia si era rilassata e ripreso forma ed aveva ricominciato con i rituali corteggiamenti da li a poco una nuova riproduzione. La bellezza di gesti e particolari nelle attenzioni non furono meno della prima ma questa volta erano in una vasca provvisoria di 40 litri. Non vi sto ad annoiare con tutti i particolari, come quantità sembrava leggermente superiore alla precedente, il problema fu che dopo neanche una settimana la femmina ridepose nuovamente portando avanti due deposizioni con una differenza di meno di 10 giorni. Nonostante questa differenza, dove solitamente i secondi diventano il pasto dei primi, i genitori , con mio altro stupore, gestirono alla meglio entrambe le deposizioni. Segue |
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